“The street finds its own uses for things” è probabilmente la frase più citata di William Gibson. Compare in “Burning Chrome” (1982) e diventa il principio fondamentale del cyberpunk: la tecnologia non è controllata dai suoi creatori, ma dai suoi utilizzatori.
Appropriazione vs Uso Inteso
Gibson contrasta due modi di relazionarsi con la tecnologia:
- Uso inteso: quello previsto dai progettisti, dalle corporation, dalle autorità
- Appropriazione creativa: quello che gli individui inventano per i propri scopi
Bobby e Jack non usano i computer come previsto dai loro produttori. Non sono impiegati di corporation, non seguono protocolli autorizzati. Sono “professional hackers” che “use their skills to infiltrate and manipulate computer systems for personal gain”.
La frase “the street finds its own uses for things” descrive questo processo di reinterpretazione. La tecnologia viene strappata dal suo contesto originale e riproposta per finalità che i suoi creatori non hanno previsto.
Expertise vs Creatività
Gibson suggerisce che “having knowledge of a particular tool doesn’t necessarily guarantee success”. La competenza formale è meno importante della capacità di vedere usi alternativi.
“Being creative and differentiating yourself can often lead to better results than simply relying on what everyone else is doing.”
Bobby e Jack non hanno credenziali ufficiali. Non lavorano per aziende di sicurezza informatica. La loro forza non è nella formazione accademica, ma nella volontà di “think differently from mainstream culture”.
Gibson valorizza “people who don’t have formal experience or expertise in computers” ma che “can still make meaningful contributions if they take initiative”. L’appropriazione tecnologica non richiede permessi istituzionali.
Technology as Neutral Tool
Implicito nella frase c’è che la tecnologia non ha moralità intrinseca. Non è “buona” o “cattiva” per design – è neutrale fino a quando qualcuno non la usa per uno scopo specifico.
Bobby e Jack “channel their knowledge of technology into a robbery attempt”. Stanno usando strumenti computazionali “with malicious ends”, non per costruzione o innovazione.
Gibson non giudica questa scelta come intrinsecamente sbagliata. Sta osservando che “even those types of exploits can have utility if applied properly”. L’appropriazione criminale della tecnologia è comunque creatività applicata.
“Creating a novel tool out of necessity or circumstance that was never seen before may just become common place someday soon enough.”
Hacking come Crimine Non-Fisico
Gibson nota che Bobby e Jack “do not fit the traditional definitions of criminals because they commit crimes without physically leaving their homes”.
Questo è un cambio fondamentale: il crimine diventa smaterializzato. “They use their computer skills and technology to access password-protected systems using only their fingers to type.”
La “strada” che trova i propri usi per le cose ora include spazi virtuali. L’appropriazione tecnologica non richiede più accesso fisico agli strumenti – può avvenire remotamente, attraverso interfacce.
Questo crea una nuova categoria di azione: manipolazione digitale che ha conseguenze materiali ma non richiede presenza fisica.
Street vs Institution
La frase contrappone implicitamente “the street” (individui, marginalità, improvvisazione) con le istituzioni (corporation, governi, strutture autorizzate).
Gibson descrive persone che “began using codified hardware components to make custom computers or aircrafts from scratch”. Non comprano prodotti finiti – li smontano e ricostruiscono secondo necessità.
Questa è “the power of creative problem-solving” applicata alla tecnologia. Non accettare l’uso previsto, ma identificare “new and inventive ways” per raggiungere obiettivi personali.
Il conflitto non è tecnologia vs umanità. È appropriazione individuale vs controllo istituzionale della tecnologia.
Playground Digitale e Realtà Materiale
Gibson riconosce che il cyberspace è “almost a playground where we can play with identity”. L’appropriazione della tecnologia permette sperimentazione, costruzione di sé alternativi, libertà dai limiti fisici.
Ma “reality calls and we must eventually unplug to feed and maintain the body”. L’appropriazione tecnologica non elimina i vincoli materiali – li negozia temporaneamente.
I personaggi usano la tecnologia per creare spazi di libertà, ma quei spazi sono contingenti. La strada trova i propri usi, ma il corpo continua a richiedere cibo, riposo, manutenzione.
Obsolescenza e Rinnovamento
“The street finds its own uses for things” implica anche che la tecnologia obsoleta non muore – viene riproposta.
Quando una corporation smette di supportare un prodotto, gli utenti non lo abbandonano. Lo modificano, lo riparano, lo adattano per nuove funzioni. La “strada” estende la vita della tecnologia oltre le intenzioni commerciali.
Gibson osserva questo processo come resistenza spontanea all’obsolescenza programmata. Gli individui rifiutano di seguire i cicli di aggiornamento previsti dalle corporation.
Ambiguità Morale
Gibson non risolve la questione etica dell’appropriazione criminale. Bobby e Jack usano la tecnologia per rubare, manipolare, violare sistemi protetti.
Ma “Gibson suggests that we should all strive towards new creative solutions rather than getting stuck in habits or norms”. La creatività – anche criminale – è preferibile alla conformità passiva.
Questo non è un’approvazione del crimine. È un’osservazione che “every single person has potential within them – it just requires courage and determination to unlock it properly”.
L’appropriazione tecnologica è sempre ambigua: liberazione individuale che spesso implica violazione di regole istituzionali. Gibson non risolve questa tensione – la descrive come condizione permanente del rapporto tra individui e sistemi tecnologici.