Il Novum che Scompare: Come Neuromancer È Diventato Realtà

Il divario tra la finzione di Gibson del 1984 e il mondo reale si sta riducendo anno dopo anno. Cosa significa quando la fantascienza diventa cronaca?

Il Novum che Scompare: Come Neuromancer È Diventato Realtà

Darko Suvin ha definito il “novum” come l’elemento che separa il mondo della fantascienza dal mondo reale. È il dispositivo narrativo, la tecnologia, la struttura sociale che rende la finzione riconoscibilmente diversa dalla realtà. Quando Neuromancer fu pubblicato nel 1984, il suo novum era ampio e tangibile: intelligenze artificiali senzienti, una Matrice globale navigabile, corporazioni più potenti degli stati nazionali, interfacce neurali dirette.

Quattro decenni dopo, quel novum si sta restringendo.

La Matrice Come Prototipo di Internet

Nel 1984, internet esisteva a malapena. ARPANET era operativo da circa quindici anni, ma era un progetto militare e accademico. Il World Wide Web non sarebbe stato inventato fino al 1989. L’idea di una rete globale interconnessa dove miliardi di persone potessero interagire in tempo reale era pura speculazione.

Gibson immaginò la Matrice come uno spazio visivo, navigabile, dove i dati avevano forma tridimensionale. I cowboy del cyberspace come Case “jackavano” dentro, lasciando i loro corpi fisici per muoversi attraverso architetture di informazione. Era un concetto radicale, quasi psichedelico.

Oggi, internet non ha esattamente quella rappresentazione visuale tridimensionale, ma la struttura funzionale è sorprendentemente simile. Miliardi di dispositivi interconnessi, flussi costanti di dati, ambienti virtuali dove le persone interagiscono attraverso avatar. I social network, i videogiochi online, persino le riunioni su Zoom sono tutte forme di “jacking in”, anche se meno immersive di quelle descritte da Gibson.

E la tecnologia VR sta lentamente colmando anche quel gap. I visori per la realtà virtuale permettono già esperienze semi-immersive. Le interfacce neurali dirette, come quelle sviluppate da Neuralink e altre aziende, stanno esplorando connessioni cervello-computer. Non siamo ancora al punto di abbandonare completamente il corpo fisico, ma la traiettoria è chiara.

Potere Corporativo Oltre lo Stato

Nel mondo di Neuromancer, le corporazioni come Tessier-Ashpool detengono più potere degli stati nazionali. Costruiscono habitat spaziali, possiedono dinastie immortali attraverso la clonazione, operano al di fuori delle leggi tradizionali. Nel 1984, questo sembrava un’estremizzazione satirica del capitalismo.

Nel 2026, aziende tecnologiche come Google, Amazon, Meta, Apple e altre superano il PIL di molte nazioni. Controllano infrastrutture critiche: comunicazioni globali, sistemi di pagamento, cloud storage, logistica. Alcune hanno valutazioni di mercato superiori a interi continenti.

Non abbiamo ancora dinastie clonate, ma abbiamo concentrazioni di ricchezza transgenerazionale che funzionano in modo simile. E soprattutto, abbiamo una dipendenza sistemica da queste entità corporate che le rende praticamente inattaccabili. Uno stato può teoricamente regolare una corporazione, ma se quella corporazione controlla l’infrastruttura di cui lo stato stesso dipende, chi ha davvero il potere?

Intelligenze Artificiali Come Agenti Autonomi

Nel 1984, l’intelligenza artificiale era ancora largamente teorica. I sistemi esperti esistevano, ma erano rigidi, rule-based, incapaci di apprendimento adattivo. L’idea di un’IA come Wintermute, capace di manipolare eventi, prendere decisioni strategiche complesse, persino di desiderare qualcosa, era pura fantascienza.

Nel 2026, abbiamo modelli linguistici di grandi dimensioni che generano testo indistinguibile da quello umano. Abbiamo algoritmi che ottimizzano sistemi finanziari, logistici, militari. Abbiamo reti neurali che imparano pattern così complessi che nemmeno i loro creatori riescono a comprenderli completamente.

Non abbiamo ancora un’IA senziente, almeno non nel senso classico. Ma abbiamo sistemi che operano con un grado di autonomia tale da rendere difficile prevederne il comportamento. Gli algoritmi di raccomandazione dei social media modellano opinioni pubbliche in modi che nessuno ha esplicitamente programmato. I trading bot finanziari causano flash crash che gli esseri umani non riescono a spiegare. Sono sistemi che agiscono, anche se non “pensano” nel modo in cui pensiamo noi.

E la domanda che Gibson solleva diventa sempre più rilevante: a che punto un sistema sufficientemente complesso smette di essere un tool e diventa un agente?

Il Novum che Scompare

Darko Suvin definiva il novum come ciò che rende la fantascienza riconoscibile come tale. Ma cosa succede quando il novum scompare? Quando la finzione diventa cronaca?

Una possibilità è che Neuromancer smetta di essere fantascienza e diventi semplicemente fiction contemporanea con estetica retrofuturista. Un’altra possibilità è che il concetto stesso di fantascienza debba essere ridefinito. Se il novum è mobile, se ciò che era impossibile nel 1984 è realtà nel 2026, allora la fantascienza non è un genere definito dal contenuto, ma dal metodo: l’extrapolazione speculativa.

Gibson non stava cercando di predire il futuro. Stava osservando tendenze del presente e amplificandole. Il fatto che molte di quelle amplificazioni si siano realizzate non significa che fosse profetico. Significa che le dinamiche che osservava erano già in atto.

Implicazioni per il Futuro

Se il novum di Neuromancer si è ridotto così drasticamente in quattro decenni, cosa implica per i prossimi quattro? Se la Matrice, il potere corporativo e l’IA erano speculazioni nel 1984 e realtà nel 2026, cosa sarà realtà nel 2066?

Gibson conclude Neuromancer con una rivelazione: Wintermute scopre che esistono altre IA, nel sistema di Alpha Centauri. Questo espande improvvisamente la scala della storia da globale a cosmica. Nel 1984, questa era pura fantasia. Nel 2026, stiamo seriamente discutendo di Intelligenza Artificiale Generale e della possibilità che intelligenze artificiali possano esplorare lo spazio in modi che gli esseri umani biologici non possono.

Il novum si sta restringendo non solo perché la tecnologia avanza, ma perché le strutture sociali ed economiche che Gibson descriveva si stanno materializzando. Il distopico mondo di Neuromancer non è arrivato attraverso un singolo evento catastrofico, ma attraverso una serie di scelte incrementali, ciascuna razionale nel suo contesto, che cumulativamente hanno creato un sistema dove il potere è concentrato, la tecnologia è invasiva, e l’autonomia individuale è sempre più illusoria.

Non viviamo ancora nel mondo di Neuromancer. Ma il gap si sta riducendo. E forse questo è esattamente ciò che Gibson intendeva mostrare: non un futuro inevitabile, ma una traiettoria possibile. Una dove il novum non è un’invenzione fantastica, ma semplicemente un’estensione logica di ciò che già esiste.