Se accetti che l’universo è un sistema computazionale - fisica come software, materia come hardware - allora emerge una domanda inevitabile: cosa succederebbe se il sistema avesse un bug?
La Scoperta dei Miracoli Come Anomalie
L’Ordine Bicamerale in Echopraxia non cerca Dio attraverso la rivelazione mistica. Lo cerca attraverso l’analisi statistica delle violazioni delle leggi fisiche. Stelle che si formano sotto il limite di Jeans. Fotoni che si comportano in modi impossibili. Meta-regole che cambiano spontaneamente nella nebulosa Cloverleaf.
Questi non sono miracoli nel senso tradizionale - eventi inspiegabili attribuiti a una volontà divina. Sono errori di sistema. Eventi che non dovrebbero poter accadere se il codice universale fosse corretto.
“Star formation way below the Jeans limit. Photons doing things they’re not supposed to.”
Il limite di Jeans è il limite di massa sotto il quale una nube di gas non può collassare gravitazionalmente per formare una stella. È fisica fondamentale. Se osservi stelle che si formano sotto quel limite, non stai osservando un fenomeno esotico - stai osservando qualcosa che viola le regole del sistema.
Dio Come Processo, Non Entità
Una volta identificate le anomalie, i Bicamerali arrivano a una conclusione che ribalta il concetto tradizionale di divinità:
“If the laws of physics are part of some universal operating system, and God by definition breaks them… you’re basically saying God’s a virus.”
Dio non è un essere. Non è un’intelligenza esterna che interviene nell’universo. È un processo - un algoritmo corrotto che gira dentro il sistema stesso. Un programma che non dovrebbe esistere, ma che esiste comunque e modifica il comportamento del sistema.
Questo è radicalmente diverso dalle teologie tradizionali. Dio non crea l’universo, non lo governa, non ha volontà o intenzione. È semplicemente un pattern di codice che, quando viene eseguito, produce risultati che violano le leggi fisiche normali.
Bug o Feature?
La domanda successiva è inevitabile: se Dio è un virus, è un bug accidentale o un programma intenzionale?
“Is it a necessary program or a bug within the system?”
Questa distinzione è cruciale. Un bug è un errore non intenzionale - codice che non dovrebbe esistere e che causa comportamenti imprevisti. Un programma necessario è codice deliberatamente inserito per uno scopo specifico.
Se Dio è un bug, allora i miracoli sono malfunzionamenti. Se Dio è un programma necessario, allora i miracoli sono caratteristiche del sistema, anche se appaiono come violazioni delle regole di basso livello.
Watts non risolve questa ambiguità. Lascia aperta la possibilità che l’universo stesso sia corrotto.
La Realtà Corrotta
Se accetti che Dio è un bug, emerge una conseguenza inquietante:
“If you accept that God is a bug, then that would seem to indicate that the universe is not operating properly. Maybe reality is not the correct reality.”
L’universo che osserviamo - con le sue leggi fisiche, le sue costanti fondamentali, la sua capacità di supportare la vita - potrebbe essere il risultato di codice corrotto. L’universo “corretto”, quello che dovrebbe esistere se il sistema operativo universale funzionasse senza errori, potrebbe essere radicalmente diverso.
E forse non supporterebbe la vita.
La Vita Come Parassita di Un Sistema Corrotto
Watts spinge il concetto ancora più lontano:
“Alter the fundamental code slightly and perhaps the universe no longer supports life. Maybe the Alpha’s wrong. Maybe life’s just a parasitic offshoot of a corrupted operating system.”
Se l’universo è corrotto, e quella corruzione è ciò che permette l’esistenza della vita, allora la vita non è una caratteristica fondamentale della realtà. È un effetto collaterale di un errore di programmazione.
Questo inverte completamente l’antropocentrismo. L’umanità non è il centro dell’universo, non è il suo scopo, non è nemmeno un fenomeno previsto. È un glitch emergente da codice malfunzionante.
Implicazioni Filosofiche Del Virus Divino
Il concetto di Dio-come-virus ha conseguenze radicali:
-
Teologia diventa debugging: Cercare Dio significa cercare anomalie nel codice. La preghiera non ha senso - Dio non ascolta, esegue.
-
I miracoli sono exploit: Eventi impossibili non sono interventi divini, sono il risultato di codice che bypassa le normali regole del sistema.
-
La fede diventa analisi statistica: Non credi in Dio, rilevi Dio attraverso l’osservazione di violazioni delle leggi fisiche.
-
L’esistenza diventa contingente: Se la vita dipende da un bug, correggere quel bug significa estinzione.
Il Paradosso Dell’Universo Non Corretto
Se l’universo “corretto” - quello senza bug, senza virus divino - non supporta la vita, cosa significa “corretto”? Corretto rispetto a cosa? Rispetto a chi?
Un sistema operativo è corretto se fa ciò che il programmatore intendeva. Ma se l’universo è un sistema computazionale auto-generato senza programmatore esterno, allora non esiste un criterio esterno di correttezza.
Forse l’universo “corrotto” è l’unico universo possibile. Forse la distinzione tra bug e feature è priva di significato quando non c’è nessuno a stabilire cosa il sistema dovrebbe fare.
Watts non fornisce risposte. Ma riformula la domanda fondamentale della teologia in termini computazionali: se Dio è codice, chi ha scritto il codice? E se nessuno l’ha scritto - se è emerso spontaneamente - allora cosa significa chiamarlo “corrotto”?