Solaria: Evoluzione Genetica Come Risposta all'Isolamento

I solariani modificano il proprio genoma per eliminare la necessità di contatto umano. Il risultato: cervelli con lobi transduttori capaci di manipolare direttamente l'energia.

Solaria: Evoluzione Genetica Come Risposta all'Isolamento

Nei romanzi dei robot, i solariani sono già estremisti dell’isolamento. Ogni cittadino vive in una proprietà di decine di migliaia di miglia quadrate, comunicando solo tramite ologrammi. Il contatto fisico è tabù culturale assoluto.

Ma in Foundation and Earth, Asimov porta questa tendenza alle sue conseguenze logiche: i solariani non si sono estinti nell’isolamento. Si sono evoluti attraverso di esso.

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Il primo passo è l’eliminazione della necessità riproduttiva dell’altro. I solariani modificano se stessi per produrre sia sperma che ovuli. Non sono ermafroditi nel senso tradizionale: sono geneticamente riprogettati per autofecondarsi.

Questo risolve il problema fondamentale dell’isolamento estremo: come si riproduce una specie che rifiuta il contatto? La risposta è: eliminando il requisito biologico del contatto.

Bander, il solariano incontrato da Trevize e i suoi compagni, non è né maschio né femmina. Usa pronomi neutri, possiede organi riproduttivi di entrambi i sessi, e considera l’idea di accoppiarsi con un altro essere umano come noi potremmo considerare l’accoppiamento con un cane.

I Lobi Transduttori

Ma la modifica genetica più radicale non riguarda la riproduzione. Riguarda il cervello.

I solariani hanno creato nuove strutture cerebrali: lobi transduttori posizionati dietro le orecchie. Questi lobi sono capaci di reindirizzare energia per compiere lavoro. Non attraverso strumenti o interfacce, ma direttamente.

Bander alimenta l’intera proprietà - robot compresi - utilizzando questi lobi. E il controllo è così raffinato che opera anche durante il sonno, anche senza pensarci attivamente.

Questa è ingegneria neurale portata al limite: un cervello che diventa interfaccia energetica diretta con l’ambiente.

Il Costo dell’Evoluzione Autoindotta

Ma c’è un prezzo. I solariani hanno una popolazione strettamente controllata. Fallom, la figlia di Bander, è troppo giovane per gestire una proprietà. Quando Bander muore, i robot guardiani dichiarano che Fallom sarà eseguita: c’è già un surplus di bambini sul pianeta.

L’evoluzione autoindotta richiede controllo rigoroso. Non tutti possono avere i lobi transduttori. Non tutti possono riprodursi. La popolazione deve essere mantenuta entro limiti precisi perché ogni individuo richiede risorse planetarie enormi.

Umani o Post-Umani?

Bander considera i visitatori - Trevize, Pelorat, Bliss - esseri senzienti ma non solariani. Li tratta come curiosità, animali parlanti. Questo solleva la domanda: a che punto una specie che si modifica geneticamente smette di essere la specie originale?

I solariani hanno ancora DNA umano. Ma hanno capacità che nessun altro umano possiede. Vivono in condizioni che nessun altro umano tollererebbe. Si riproducono in modi che nessun altro umano può.

Asimov non risponde alla domanda. Ma presenta Solaria come un esperimento: cosa succede quando l’isolamento culturale diventa isolamento genetico? Quando una civiltà decide di evolvere attivamente invece che passivamente?

Il risultato è una specie che ha risolto il problema della solitudine eliminando il bisogno di compagnia. Ma nel processo, ha creato una società dove ogni individuo è sostituibile, dove i bambini vengono eseguiti per surplus, dove la vita è misurata in termini di efficienza riproduttiva.

L’evoluzione guidata permette di risolvere problemi biologici. Ma introduce problemi etici che le società naturali non devono affrontare. Chi decide quali modifiche sono accettabili? Chi stabilisce i limiti della popolazione? Chi decide chi vive e chi muore?

Solaria ha risposte a queste domande. Ma sono risposte che richiedono il sacrificio dell’individualità per la funzionalità collettiva.