Nel suo saggio del 1978 “Epic Pooh”, J.G. Ballard paragona The Lord of the Rings di Tolkien a Winnie the Pooh, identificando in entrambi la stessa funzione: confortare piuttosto che sfidare. “It is a lullaby,” scrive Ballard. “It coddles, it makes friends with you, it tells you comforting lies.”
Questa critica non è incidentale. Ballard, figura centrale della New Wave fantascientifica degli anni ‘60-‘70, rigetta esplicitamente l’idea di Joseph Campbell che le storie costruite su archetipi antichi risuonino automaticamente con il pubblico moderno. Per Ballard, questa assunzione è “unfounded and unjustified.”
La Tesi di Campbell
Campbell in The Hero with a Thousand Faces (1949) propone che esistano strutture narrative universali radicate nella psiche umana. L’eroe che parte, affronta prove, torna trasformato - questo pattern ricorre attraverso culture e secoli perché corrisponde a qualcosa di fondamentale nell’esperienza umana.
Molti scrittori hanno adottato questo framework come guida. George Lucas ha famosamente usato il monomito di Campbell nella costruzione di Star Wars. Il modello funziona: crea storie che si sentono familiari, soddisfacenti, complete.
L’Obiezione di Ballard
Ballard non contesta che questi pattern esistano o che funzionino. Contesta che siano rilevanti per il mondo moderno. Nei suoi editoriali per New Worlds (“Which Way to Inner Space?” 1962, “Myth-Maker of the 20th Century” 1964), argomenta che la fantascienza tradizionale - viaggi spaziali, macchine del tempo - sia diventata “mundane”, assorbita nella coscienza collettiva al punto da perdere potere.
Ma va oltre: questi elementi non erano mai stati veramente preziosi nel contesto moderno. Il viaggio dell’eroe funziona per società stabili con valori condivisi. Il mondo del dopoguerra - tecnologico, frammentato, in rapida trasformazione - richiede strutture narrative diverse.
Cosa Sostituisce l’Archetipo
Ballard costruisce invece narrativa attorno a temi come isolamento, alienazione, discriminazione di classe. Il suo romanzo High-Rise (1975) descrive un edificio residenziale dove i ricchi ai piani alti hanno accesso a scuole, ristoranti, supermarket, mentre i piani bassi vivono in povertà. La tensione esplode in guerra di classe verticale.
Non c’è eroe in High-Rise. Non c’è viaggio, non c’è trasformazione redentrice. C’è una struttura sociale che collassa sotto le proprie contraddizioni. Ballard osserva e descrive il meccanismo del collasso senza offrire comfort o risoluzione.
Questa è la “prosa del nursery” che Ballard identifica in Tolkien e rigetta: la promessa che il mondo ha senso, che le prove hanno scopo, che esistono risposte. Ballard considera questa promessa una bugia consolatoria.
L’Influenza su Gibson
Quando William Gibson scrive Neuromancer nel 1984, eredita direttamente questa tradizione. Case non è un eroe nel senso Campbelliano. Non parte per una quest - viene cooptato da Armitage (che è a sua volta manipolato da Wintermute). Non torna trasformato - scopre di essere stato usato come strumento in un processo che non comprendeva completamente.
Il climax del romanzo non è la vittoria dell’eroe ma la fusione di Wintermute e Neuromancer in un’entità che Case non può controllare né comprendere. “So what now?” chiede Case. L’AI risponde: “I don’t know.” Non c’è risoluzione, non c’è significato rivelato.
Gibson costruisce Neuromancer secondo principi Ballardiani: osserva strutture di potere (le zabatsu), esplora alienazione (Case separato dal cyberspace), descrive collasso e trasformazione senza giudicare o redimere.
La New Wave Come Movimento Anti-Campbell
Michael Moorcock, editore di New Worlds, supporta autori come Ballard, William S. Burroughs, Samuel Delany, Roger Zelazny. Questi scrittori esplorano sessualità, droga, violenza, temi tabù negli anni ‘60-‘70. Ma il punto non è lo shock value - è rifiutare la funzione consolatoria della narrativa.
Burroughs scrive di droghe psichedeliche basandosi su esperienze reali. Non costruisce archetipi ma frammenta la narrativa stessa. Delany in Nova (1968) introduce l’interfaccia diretta umano-macchina via impianti - un concetto che Gibson espanderà. Ma Nova non segue la struttura del monomito.
La New Wave propone che la fantascienza non debba confermare ciò che già crediamo attraverso pattern familiari, ma debba invece destabilizzare, interrogare, mostrare mondi che operano secondo logiche diverse.
Pattern Senza Comfort
Questo non significa assenza di struttura. Ballard costruisce pattern rigorosi - High-Rise ha una progressione precisa dal funzionamento alla disfunzione. Gibson organizza Neuromancer attraverso rivelazioni calibrate. Ma questi pattern non culminano in catarsi o risoluzione.
Il finale di Neuromancer lascia Case con domande. Ha scoperto che copie digitali di lui e Linda Lee esistono nel cyberspace, inconsapevoli. L’entità fusa rivela di comunicare con qualcosa da Alpha Centauri. Il mondo è più grande e più strano di quanto Case immaginasse, e lui non ha acquisito controllo su di esso.
Questo è anti-Campbell per design. Non c’è ritorno con l’elisir, non c’è saggezza acquisita che trasforma la comunità. C’è un individuo che ha attraversato eventi che lo hanno usato più di quanto lui li abbia controllati.
Rilevanza Contemporanea
La critica di Ballard agli archetipi Campbelliani diventa più pertinente quando si considera il mondo che lui e Gibson descrivono: corporazioni immortali, tecnologia che trasforma identità, strutture sociali che frammentano comunità. In questi contesti, il viaggio dell’eroe individuale sembra non solo inadeguato ma forse concettualmente sbagliato.
Gibson costruisce Case come qualcuno che scopre di non essere mai stato l’eroe della propria storia. Era un componente in un piano più ampio orchestrato da Wintermute. Questa realizzazione non lo trasforma in modo redemptivo - lo lascia semplicemente più consapevole della propria marginalità.
Forse il rifiuto di Ballard degli archetipi non era pessimismo ma realismo: nelle strutture di potere moderne, l’individuo non compie viaggi eroici. L’individuo viene attraversato da forze più grandi, e la fantascienza onesta dovrebbe riflettere questo piuttosto che offrire la consolazione di pattern antichi che non si applicano più.