Peter Watts in Blindsight prende il vampiro - archetipo del folklore europeo - e lo ricostruisce come subspecie umana estinta. Non si tratta di una creatura soprannaturale, ma di una variante evolutiva di Homo sapiens con tratti biologici specifici: maggiore intelligenza, forza fisica superiore, incapacità di sintetizzare la protocaterina Y, e un difetto neurologico innescato dalla percezione di angoli retti.
Questo approccio elimina completamente l’elemento magico. I vampiri di Watts sono predatori che cacciavano esseri umani nella preistoria, finché l’umanità non ha scoperto - forse per caso - che gli angoli retti li paralizzavano. Un tratto evolutivo neutro in natura (dove gli angoli retti sono rari) diventa fatale nell’ambiente culturale umano.
Estinzione e Resurrezione
Watts inserisce i vampiri nella tassonomia umana come ramo collaterale estinto. La loro scomparsa non è stata un evento soprannaturale, ma il risultato di una vulnerabilità sfruttata strategicamente. Gli esseri umani hanno costruito strutture con angoli retti - case, templi, recinti - trasformando l’architettura in arma difensiva.
Migliaia di anni dopo, l’umanità resuscita i vampiri attraverso ingegneria genetica. Non per nostalgia o curiosità, ma per necessità pratica: i vampiri possiedono tratti genetici utili per l’ibernazione prolungata nello spazio profondo. Watts inverte la dinamica tradizionale: non sono i vampiri a risorgere per predare, ma gli esseri umani a riportarli in vita per estrarre caratteristiche biologiche.
La scelta di non riparare il “crucifix glitch” - il difetto neurologico agli angoli retti - è deliberata. Funziona come misura di sicurezza. I vampiri dipendono da farmaci anti-euclidei per sopravvivere in ambienti umani pieni di geometrie ortogonali. Senza i farmaci, collassano.
Predatore e Preda con lo Stesso Tasso Riproduttivo
Uno degli elementi più interessanti del worldbuilding di Watts riguarda la dinamica predatore-preda. In natura, i predatori si riproducono molto più lentamente delle prede (linci e lepri, lupi e cervi). Ma i vampiri si sono evoluti da una linea così vicina all’Homo sapiens che i loro tassi riproduttivi erano quasi identici.
Questo crea un problema evolutivo: se i vampiri cacciassero costantemente, sterminerebbero la loro fonte di cibo troppo velocemente. La soluzione che Watts propone è l’ibernazione prolungata. I vampiri entravano in torpore per decenni, permettendo alle popolazioni umane di riprendersi numericamente - e, cosa ancora più importante, di dimenticare.
L’ibernazione non è solo una strategia metabolica, ma anche psicologica. Gli esseri umani sono “abbastanza intelligenti da essere scettici”: se nessuno vede vampiri per generazioni, le storie diventano leggende, le leggende diventano miti, i miti diventano superstizioni. Quando i vampiri si risvegliano, la preda non si aspetta più di essere cacciata.
Watts suggerisce che i vampiri abbiano sviluppato un istinto evolutivo a rimanere nascosti, anche quando non necessario. Saresti, il vampiro comandante della nave Theseus, si nasconde costantemente dall’equipaggio umano, anche se potrebbe facilmente dominarli fisicamente. Forse è l’eco di un comportamento selezionato per millenni: “nascondi, lascia che dimentichino”.
Psicopatia Come Strategia di Sopravvivenza
Un altro passaggio costruisce la psicologia vampirica come conseguenza logica della loro biologia. Se l’unica fonte di cibo è la propria specie (o una specie quasi identica), l’empatia diventa uno svantaggio evolutivo. La psicopatia non è un disturbo per i vampiri, ma una strategia di sopravvivenza necessaria.
Watts fa notare che molti tassonomisti non considerano nemmeno i vampiri una subspecie separata, dato che non si sono allontanati abbastanza per l’isolamento riproduttivo. Forse sono più “sindrome che razza” - cannibali obbligati con un set coerente di deformità.
Questo solleva una domanda interessante: se i vampiri sono abbastanza vicini agli umani da potersi riprodurre con loro, ma abbastanza diversi da predare su di loro, dove si colloca esattamente il confine? Watts non fornisce una risposta definitiva, lasciando la classificazione tassonomica ambigua - appropriato per una specie riportata in vita artificialmente.
La Scelta di Non Riparare il Difetto
Watts enfatizza che l’umanità avrebbe potuto riparare il crucifix glitch, ma scelse di non farlo. “Solo un folle risusciterebbe un mostro senza salvaguardie.”
Gli angoli retti diventano così una tecnologia di controllo. Ambienti umani - stazioni spaziali, astronavi, città - sono intrinsecamente ostili ai vampiri. Non possono muoversi liberamente senza dipendenza farmacologica. L’architettura diventa una prigione invisibile.
Questa dinamica crea una tensione costante. L’equipaggio della Theseus sa che Saresti potrebbe predare su di loro in qualsiasi momento, ma sa anche che senza gli anti-euclidei fornitigli dagli umani, morirebbe. È una dipendenza reciproca asimmetrica: gli umani hanno bisogno delle capacità cognitive superiori del vampiro, il vampiro ha bisogno della chimica umana per sopravvivere.
Come funziona esattamente una struttura sociale dove il leader è biologicamente un predatore dei suoi subordinati, ma tecnologicamente dipendente da loro?