In Blindsight, Peter Watts prende l’archetipo del vampiro e lo ricostruisce come elemento di worldbuilding scientifico, trasformandolo da creatura soprannaturale a sottospecie umana estinta e biologicamente riportata in vita. Il risultato è una doppia fonte di tensione narrativa: una minaccia extraterrestre esterna e un predatore risorto all’interno dell’equipaggio.
Vampiro Come Ramificazione Evolutiva
Watts fonda i suoi vampiri su una premessa biologica: durante la storia evolutiva umana, è esistita una ramificazione predatoria della specie che si specializzò nel cacciare altri umani. Questa sottospecie sviluppò capacità cognitive superiori (per predare meglio le prede intelligenti) ma anche un meccanismo di ibernazione prolungata.
L’ibernazione è il dettaglio chiave. Permette a Watts di giustificare perché questi predatori si siano estinti (non abbastanza prede per sostenere popolazioni attive tutto l’anno) ma anche perché potrebbero essere “riportati indietro” attraverso ingegneria genetica. I vampiri non sono creature magiche - sono un ramo estinto dell’albero evolutivo umano che è stato resuscitato in laboratorio.
Saresti: Il Predatore a Bordo
Il personaggio di Saresti, vampiro membro dell’equipaggio di Theseus, introduce una tensione costante che non richiede azione per essere efficace. La sua semplice presenza è destabilizzante. Gli altri membri dell’equipaggio sanno che Saresti potrebbe, in qualsiasi momento, regredire ai suoi istinti predatori e attaccarli.
Watts non ha bisogno di far compiere a Saresti atti di violenza per creare suspense. La minaccia è esistenziale, sempre presente, irrisolvibile. Non si può convincere un predatore a non vedere le prede come prede - è biologia, non scelta.
Doppia Minaccia Narrativa
La struttura narrativa di Blindsight usa questa doppia minaccia in modo interessante. All’esterno della nave c’è Rorschach, l’incomprensibile minaccia aliena. All’interno c’è Saresti, il predatore conosciuto ma incontrollabile. L’equipaggio è intrappolato tra due forme di pericolo: l’ignoto cosmico e il conosciuto biologico.
Questa configurazione crea una pressione psicologica stratificata. I membri dell’equipaggio devono collaborare con Saresti per affrontare la minaccia esterna, ma non possono mai abbassare completamente la guardia. La fiducia è impossibile, ma la cooperazione è necessaria.
Ibridazione Biologica
Watts menziona che alcuni membri dell’equipaggio sono “ibridi” che possiedono alcune delle capacità di ibernazione dei vampiri. Questo dettaglio suggerisce che l’umanità, in questo futuro, sta sperimentando con l’integrazione di tratti vampirici nella popolazione generale.
L’implicazione è affascinante: l’umanità sta cercando di incorporare i vantaggi evolutivi di un predatore estinto. Ma incorporare tratti predatori in una specie cooperativa solleva domande su cosa si perde nel processo. L’ibernazione vampirica potrebbe essere utile per viaggi spaziali lunghi, ma introduce anche elementi di una biologia predatoria in una specie sociale.
Horror Biologico, Non Soprannaturale
Ciò che rende i vampiri di Watts efficaci come strumento horror è precisamente la loro naturalizzazione. Non sono creature magiche che possono essere sconfitte con aglio e crocifissi. Sono animali - predatori specializzati con neurologia e biologia specifiche. Non si può “curare” Saresti dalla sua natura vampirica più di quanto si possa curare un leone dall’essere un carnivoro.
Questo approccio biologico trasforma il vampiro da metafora gotica a problema ingegneristico. L’umanità ha resuscitato una sottospecie predatoria perché aveva bisogno delle sue capacità cognitive superiori e della sua tolleranza per l’ibernazione. Ma nel farlo, ha reintrodotto un predatore che vede gli umani come cibo.
Funzione Narrativa della Tensione Interna
La presenza di Saresti serve anche una funzione strutturale importante: impedisce all’equipaggio di Theseus di presentarsi come un fronte unito. Ci sono crepe interne, sospetti, paure biologicamente radicate. Questo rende l’equipaggio più vulnerabile alla minaccia esterna, ma anche più interessante narrativamente.
Watts non usa i vampiri come semplici antagonisti. Li usa come elemento di complessità - una risorsa necessaria che è anche una minaccia costante. È una scelta che riflette un tema ricorrente nel lavoro di Watts: le soluzioni ai problemi spesso introducono nuovi problemi, e l’ottimizzazione in una direzione comporta costi in altre.
Come cambia la dinamica di un equipaggio quando uno dei membri è biologicamente programmato per vedere gli altri come prede?