Tre Modelli di Governo Galattico: La Scelta Impossibile di Trevize

In Foundation's Edge, Asimov mette in scena un confronto diretto tra tre visioni opposte di come governare una galassia. Ciascuna ha una sua logica interna coerente.

Tre Modelli di Governo Galattico: La Scelta Impossibile di Trevize

In Foundation’s Edge, Asimov costruisce una struttura narrativa che culmina in una scelta: Trevize deve decidere tra tre modelli completamente diversi di governo galattico. Ciascuno ha una sua logica interna, un set di assunzioni, e una visione di cosa significhi “governare” miliardi di esseri umani sparsi su milioni di mondi.

La Prima Fondazione: Espansione Militare

Il modello proposto dalla Mayor Brano è diretto: la Prima Fondazione ha la tecnologia, ha la forza militare, e ha il controllo su una porzione significativa della galassia. Perché aspettare altri cinque secoli per seguire un piano scritto da un uomo morto da secoli? Perché non conquistare il resto della galassia adesso?

L’argomento di Brano si basa sul libero arbitrio. Un impero militare lascia ai cittadini la libertà di scegliere, anche se scelgono male. Anche se si ribellano. Anche se il risultato è caos e guerra continua. È il trionfo della scelta individuale rispetto alla guida paternalistica.

Ma Asimov espone anche i limiti di questo modello. Un impero militare richiede riconquista costante. Richiede uno spostamento del potere dall’autorità civile a quella militare. Richiede cittadini pieni di risentimento che vivono sotto occupazione piuttosto che sotto consenso.

Brano stessa è motivata più dall’ambizione personale che dall’ideologia. Non vuole essere “una nota a piè di pagina nella storia galattica”. Vuole essere ricordata come i giganti della storia della Fondazione. È una politica di carriera che sceglie l’espansione militare quando la politica è la sua arena naturale, e quando la politica sta già espandendo la Fondazione senza minacce.

La Seconda Fondazione: Guida Psicostorica

Il modello della Seconda Fondazione è più sottile. Non conquista con astronavi, ma con manipolazione mentale. Mantiene il Piano Seldon in corso attraverso interventi discreti, guidando la galassia verso il Secondo Impero Galattico previsto.

Gendibal rappresenta questo modello come uno di pace e stabilità. Nessuna guerra. Nessun caos. Una galassia guidata da menti superiori che possono calcolare il futuro e correggere le deviazioni prima che causino disastri.

Ma Asimov, in modo caratteristico, espone anche i difetti di questo approccio. Trevize viene avvertito che è “un percorso di stagnazione”. È l’argomento di The End of Eternity applicato su scala galattica: la stabilità può essere la morte del progresso. Una civiltà che non fa mai errori perché qualcuno sta sempre correggendo il corso potrebbe non evolvere mai.

E poi c’è l’elemento della politica interna. Anche la Seconda Fondazione ha le sue lotte di potere. Gendibal e Delari competono per diventare il prossimo Primo Oratore, non per differenze ideologiche ma per ambizione personale. Asimov ci mostra che anche i Mentalisti “superiori” sono soggetti agli stessi impulsi umani di potere e status.

Gaia: Il Superorganismo

Il terzo modello è il più radicale. Gaia è un pianeta-organismo dove ogni forma di vita e non-vita condivide una coscienza comune. L’individuo continua a esistere, ma come parte di un tutto più grande. E Gaia vuole espandere questo modello a tutta la galassia: Galaxia.

Gaia argomenta che questo è “scegliere la vita”. È un modello di interconnessione totale dove la competizione è sostituita dalla cooperazione, dove ogni essere contribuisce al benessere collettivo.

Ma Asimov fa anche notare le manipolazioni. Bliss (descritta ripetutamente attraverso caratteristiche fisiche in modo che diventa quasi un elemento ricorrente) è l’agente di Gaia, e Gaia ha manovrato tutti gli eventi per portare Trevize a fare questa scelta. Novi, la donna che aiuta Gendibal, si rivela essere un agente di Gaia. Pelorat viene manipolato per dire la frase giusta al momento giusto.

E poi c’è il retcon del Mulo. Scopriamo che il Mulo, il grande disruptore del Piano Seldon, era in realtà originario di Gaia. Questo solleva domande su quanto sia davvero “naturale” questo modello, e quanto sia semplicemente un’altra forma di controllo.

La Scelta di Trevize

Trevize sceglie Gaia, ma lo fa con riserve. Ammette che una grande ragione per cui ha scelto Galaxia è che è l’unica scelta che può essere invertita. Se non funziona, si può fermare. Gli altri due modelli, una volta implementati, sarebbero irreversibili.

Ma poi Asimov aggiunge un elemento finale. Trevize chiede perché Gaia sta nascondendo informazioni sulla Terra, il pianeta originale dell’umanità. E Gaia risponde che non sa di cosa stia parlando. Se le informazioni sulla Terra sono state cancellate, qualcun altro lo ha fatto. Qualcun altro oltre ai tre modelli presentati.

Questa è la struttura tipica di Asimov: presentare tre opzioni, ciascuna con difetti evidenti, far scegliere al personaggio, e poi rivelare che forse c’era qualcosa che tutti avevano trascurato. La scelta non è mai veramente tra A, B, o C. C’è sempre un D nascosto dietro le quinte.

Asimov non sta dicendo quale modello è “giusto”. Sta mostrando come ciascuno presume cose diverse su cosa significhi essere umano, su cosa significhi governare, e su cosa si è disposti a sacrificare per stabilità, libertà, o connessione.