In Blindsight, Peter Watts costruisce una delle più inquietante speculazioni sulla natura dell’intelligenza extraterrestre: gli Scramblers, creature che possiedono capacità cognitive superiori all’umanità ma sono completamente prive di autocoscienza.
Il Paradosso dell’Intelligenza
Watts parte da un’osservazione biologica fondamentale: il cervello umano è costoso. Richiede enormi quantità di energia, rallenta i processi decisionali, introduce errori cognitivi. L’autocoscienza, in particolare, sembra essere un collo di bottiglia evolutivo - un passo intermedio che consuma risorse senza necessariamente offrire vantaggi selettivi decisivi.
Gli Scramblers rappresentano un percorso evolutivo alternativo. Hanno capacità cognitive superiori agli esseri umani di diversi ordini di grandezza, ma utilizzano quella potenza di calcolo per gestire organi sensoriali eccezionalmente complessi e sistemi muscolari ultra-reattivi. Pensano “ad anelli” intorno agli umani, ma non sanno di pensare.
Intelligenza Come Processo, Non Come Stato
L’intuizione di Watts è che l’intelligenza possa essere un processo puramente meccanico, separabile dall’esperienza soggettiva. Gli Scramblers non “vivono” la loro esistenza - la eseguono. Non c’è un “qualcosa che è come essere uno Scrambler” perché non c’è nessuno “dentro” a fare esperienza.
Questo sovverte completamente l’assunto implicito in gran parte della fantascienza: che l’intelligenza implichi necessariamente una forma di soggettività. Watts suggerisce invece che la coscienza possa essere un fenomeno locale, forse persino raro nell’universo - un esperimento evolutivo della Terra che non si è ripetuto altrove.
Biochimica Parsimoniosa
Watts descrive gli Scramblers come creature con “biochimica più parsimoniosa” e “cervelli più piccoli”. Questa scelta narrativa è significativa: invece di immaginare alieni con cervelli giganteschi e super-computer biologici, Watts va nella direzione opposta. Gli Scramblers sono più efficienti proprio perché non sprecano risorse nel mantenere un “sé”.
La coscienza, in questa prospettiva, diventa quasi un lusso evolutivo - qualcosa che una specie può permettersi solo in condizioni particolari, e che potrebbe essere eliminata dalla selezione naturale in contesti più competitivi.
Il Vantaggio Operativo
Nel romanzo, gli Scramblers dimostrano la loro superiorità operativa in modo inquietante. Nascondono il loro linguaggio “in bella vista”. Manipolano la cognizione umana contro se stessa. Viaggiano tra le stelle. Tutto questo senza mai “sapere” di farlo, senza mai “decidere” consapevolmente le loro azioni.
Watts costruisce una gerarchia cognitiva dove l’autocoscienza non si trova al vertice, ma da qualche parte nel mezzo - sopra l’istinto animale, ma sotto un’intelligenza reattiva puramente procedurale che opera senza il peso del dubbio, della riflessione, dell’esitazione.
Implicazioni Narrative
La scelta di Watts di creare intelligenza aliena non cosciente ha conseguenze narrative profonde. Gli Scramblers non possono essere compresi attraverso empatia o teoria della mente - strumenti umani che dipendono dall’assumere che l’altro abbia stati mentali simili ai nostri. L’equipaggio di Theseus si trova di fronte a un problema non risolvibile con la psicologia, ma solo con l’osservazione comportamentale.
È questo che rende gli Scramblers così alieniamente alieni - non sono semplicemente diversi culturalmente o biologicamente, sono ontologicamente altro. Non c’è ponte comunicativo possibile perché manca uno degli interlocutori.
Quali altre funzioni cognitive che consideriamo fondamentali potrebbero rivelarsi non necessarie, o addirittura controproducenti, per intelligenze non-terrestri?