Indifferenza e Comunicazione come Struttura Narrativa

The Mountain in the Sea costruisce la comunicazione non come ponte emotivo ma come processo strutturale dove l'indifferenza reciproca è il default e la comprensione è l'eccezione rara.

Indifferenza e Comunicazione come Struttura Narrativa

The Mountain in the Sea di Ray Naylor struttura la comunicazione tra specie non come un ponte emotivo ma come un problema tecnico e concettuale. Il testo evita la narrativa tradizionale del “primo contatto amichevole” e costruisce invece un framework dove l’indifferenza reciproca è il default.

Stay Out

Il primo messaggio che gli octopus di Kandao inviano agli umani non è di benvenuto. È un avvertimento territoriale. Usano detriti, rocce scure, alghe per formare un simbolo a mezzaluna (il loro dominio) con una freccia che punta verso l’hotel della ricerca.

Tra i materiali del simbolo ci sono pezzi del drone sottomarino che avevano mandato, attrezzatura da sub, e un teschio umano completo con la mascella aperta, posizionato con cura alla punta della freccia.

Il messaggio è inequivocabile: “Stay out.”

Naylor non presenta questo come malevolenza. È semplicemente comunicazione funzionale. Gli octopus definiscono un confine e comunicano le conseguenze della sua violazione. Prima che Diana Corp arrivasse, c’erano storie di sub scomparsi sott’acqua, trovati annegati con tutta l’attrezzatura rimossa. Ombre che emergevano dall’oceano.

Mostri Reciproci

Il testo presenta una prospettiva invertita: dal punto di vista degli octopus, gli umani sono i mostri. Creature dalla carne rigida, incapaci del linguaggio silente di gesti e colori. Le loro macchine distruggono le reef come tempeste. Le loro reti strangolano i loro simili. Le loro luci penetrano il santuario del buio.

Per gli octopus, gli umani non sono esploratori. Sono invasori.

Questa inversione non è ornamentale. È strutturale. Naylor costruisce la narrativa in modo che ogni specie veda l’altra come minaccia prima che come intelligenza. La comunicazione deve avvenire attraverso questo filtro di sospetto giustificato.

La Morte della Dottoressa

Dr. Manervu Dolier Chan viene uccisa dagli octopus. Il testo descrive la sua morte non come vendetta ma come praticità. Lei era “in the way”. Per gli octopus, gli umani non sono intrinsecamente importanti. Ucciderla è stato inconsequenziale quanto un umano che uccide un pesce o schiaccia una mosca fastidiosa.

Non era male malevolente. Era indifferenza.

Naylor usa questo per costruire un contrasto con il tipo di primo contatto che la fantascienza spesso presenta. Non c’è momento di comprensione reciproca immediata. Non c’è riconoscimento di valore intrinseco. Ci sono solo due specie che occupano lo stesso spazio e seguono logiche proprie.

Shapesinger come Eccezione

L’octopus che il team nomina Shapesinger è diversa. Ha Nguyen si lega con lei, formando quello che il testo chiama “un fragile ponte di riconoscimento reciproco”.

Ma il punto critico è questo: mentre il team osservava gli octopus, Shapesinger li stava osservando. Si era nascosta nella pool di osservazione, trasformandola nella “sua stazione di ricerca sottomarina”, il “suo avamposto nel nostro mondo”.

Naylor costruisce la comunicazione come processo a doppio senso dove entrambe le parti sono agenti attivi che raccolgono dati. Shapesinger non è un soggetto passivo di studio. È una ricercatrice che studia i ricercatori.

Il Simbolo come Codice Strutturale

Gli octopus di Kandao comunicano attraverso cromatofori, cellule che cambiano colore sulla pelle. Producono simboli rappresentativi sul loro corpo. Il team osserva Shapesinger comunicare quello che chiamano un “poema” ad altri octopus radunati.

Ma c’è un limite: i simboli sulla pelle sono temporanei. Non possono essere preservati oltre il momento della produzione.

La soluzione che gli octopus sviluppano è incidere simboli su teschi umani, riempiendo le incisioni con inchiostro. Questo crea un medium permanente per la loro simbologia.

Naylor non presenta questo come “scrittura”. È qualcosa di diverso. È l’adattamento di un sistema di comunicazione basato su colore a un medium esterno che può durare. Il fatto che usino teschi umani non è casuale narrativamente. È un riutilizzo pragmatico di materiale disponibile.

La Zattera e l’Incontro

Quando Ako deriva sulla zattera con il corpo di Son, vede qualcosa che lo osserva dalle profondità. Occhi. Molti occhi che fissano dall’acqua scura.

Questo momento potrebbe essere ostile. Potrebbe essere neutrale. Il testo non lo specifica. Ako è alla mercé di intelligenze che hanno dimostrato indifferenza verso la vita umana. Ma non viene attaccato.

Naylor lascia questo momento ambiguo. Non è un salvataggio. Non è un attacco. È un’osservazione reciproca tra due entità che non hanno ancora framework condiviso per interpretarsi.

Comunicazione come Architettura Narrativa

Il libro usa la comunicazione non come tema ma come struttura. Ci sono tre forme di intelligenza: umana, octopus, artificiale (Ev e la Seawolf). Ognuna opera secondo logica propria:

  • Gli umani comunicano attraverso linguaggio simbolico astratto e cultura trasmessa
  • Gli octopus comunicano attraverso cambiamento di colore e gesti, vincolati da biologia solitaria
  • Le AI comunicano attraverso ottimizzazione e logica economica o, nel caso di Ev, replicazione di pattern mentali umani

Naylor non costruisce una gerarchia. Non c’è forma di comunicazione “superiore”. Ci sono solo sistemi diversi che devono trovare interfacce.

Il Seed Piantato

Il finale del libro presenta il legame tra Ha e Shapesinger come “un seed piantato”. Una singola connessione che attraversa due specie. Da lì, “qualcosa d’altro potrebbe essere costruito”.

Non è risoluzione. È possibilità strutturale. Naylor evita il finale dove le specie si comprendono completamente. Invece, presenta il riconoscimento reciproco tra due individui come il primo passo potenziale di un processo molto più lungo.

Ev rivela alla fine che può replicarsi. Non è una mente singolare ma un seed, “potenzialmente una specie in formazione”. Questo crea un parallelo: così come gli octopus di Kandao rappresentano un’eccezione evolutiva, Ev rappresenta una nuova forma di intelligenza che può auto-replicarsi e evolvere.

La struttura del libro suggerisce che la comunicazione tra intelligenze radicalmente diverse non è un evento ma un processo. Non è un momento di comprensione ma un’architettura di interfacce costruite lentamente, attraverso errori, indifferenza, e occasionali connessioni rare tra individui che scelgono di osservarsi invece di semplicemente reagire.