Il segmento Beyond di The Animatrix presenta un’idea apparentemente semplice: se viviamo in una simulazione, i fenomeni paranormali sarebbero semplicemente bug del software. Case infestate, oggetti che levitano, zone dove la fisica smette di funzionare – tutte manifestazioni di errori nel codice della Matrix.
Worldbuilding attraverso il Malfunzionamento
La scelta narrativa qui è interessante perché inverte il rapporto tradizionale tra realtà e anomalia. Nella maggior parte delle storie di fantasmi, il paranormale è ciò che sfida la realtà fisica. In Beyond, invece, il paranormale è ciò che rivela la natura computazionale della realtà.
Non c’è bisogno di spiegare i fantasmi come entità spirituali. Sono semplicemente artefatti di rendering. Un’area della simulazione dove le regole fisiche non vengono calcolate correttamente. La gravità funziona male, gli oggetti non collidono come dovrebbero, le texture si corrompono.
Quello che succede è che un gruppo di ragazzi scopre uno di questi “luoghi infestati” – un edificio abbandonato dove le bottiglie fluttuano, le gocce di pioggia si fermano a mezz’aria, il tempo sembra scorrere in modo irregolare. Non è un portale verso un’altra dimensione. È un crash di sistema localizzato.
La Regolazione Automatica
Ma poi arriva il dettaglio più significativo: la Matrix si auto-ripara. Agenti arrivano, scansionano l’area, correggono l’errore. Il glitch scompare. Tutto torna normale. Nessuna spiegazione, nessun annuncio. Il bug viene semplicemente fixato come se non fosse mai esistito.
Questo suggerisce che la Matrix ha meccanismi di manutenzione continua. Non è un sistema statico; è un sistema che si monitora, identifica malfunzionamenti e li corregge. Probabilmente accade continuamente, in background, senza che nessuno se ne accorga. La maggior parte delle persone non nota i glitch perché sono brevi, localizzati, e vengono riparati prima che diventino problematici.
Ma questo solleva una domanda: se la Matrix può identificare e correggere glitch fisici, può identificare e correggere anche glitch mentali? Quando qualcuno inizia a sospettare che la realtà non sia reale, il sistema interviene?
World Record e il Risveglio Accidentale
Qui entra in gioco il segmento World Record, che esplora esattamente questo. Un atleta, spingendo il proprio corpo oltre i limiti fisiologici, riesce brevemente a “vedere” la Matrix. Non perché qualcuno glielo mostri, ma perché il suo corpo supera i parametri di simulazione previsti. È come un buffer overflow: l’input è troppo grande per il sistema, e il sistema mostra cosa c’è sotto.
La risposta della Matrix è immediata e precisa: l’atleta viene “disattivato”. Paralizzato. Il suo corpo nella simulazione smette di funzionare. Ma qui c’è un dettaglio cruciale: il suo corpo reale non è paralizzato. È la sua mente che crede di esserlo. E fintanto che è nella Matrix, la convinzione è sufficiente.
Questo stabilisce un pattern: la Matrix non controlla direttamente i corpi. Controlla le percezioni. Se una persona crede di essere paralizzata, lo è. Se crede di potersi muovere, può farlo. Il problema è che la maggior parte delle persone non sa di essere in una simulazione, quindi accetta le regole che gli vengono presentate.
Ma World Record suggerisce che persone eccezionali – persone che superano i limiti previsti – possono accidentalmente “bucare” la simulazione. Non perché siano speciali in senso metafisico, ma perché generano input che il sistema non sa gestire correttamente.
Glitch come Strumento Narrativo
Quello che rende interessante l’uso dei glitch in The Animatrix è che funzionano sia come meccanismo di worldbuilding che come strumento di horror. Da un lato, spiegano razionalmente fenomeni inspiegabili. Dall’altro, rendono la realtà instabile, imprevedibile, potenzialmente ostile.
Se la Matrix può avere bug, allora qualsiasi cosa può rompersi. La fisica può smettere di funzionare. Il tempo può scorrere in modo irregolare. Le persone possono scomparire o apparire dal nulla. Non per magia, ma per errori di calcolo.
E se i glitch vengono riparati automaticamente, significa che la Matrix è un sistema vivo, che osserva, monitora, aggiusta. Non è una realtà statica; è una realtà mantenuta attivamente da qualcosa che decide cosa è “normale” e cosa non lo è.
Questo trasforma ogni esperienza anomala in un indizio. Ogni déjà vu, ogni strana coincidenza, ogni momento in cui la realtà sembra non avere senso – potrebbero essere tutti glitch temporanei. Potrebbero essere tutti momenti in cui il codice ha fatto qualcosa che non doveva fare.
O forse è solo la mente umana che cerca pattern dove non ce ne sono. Ma in una simulazione, come si fa a distinguere tra un glitch reale e un glitch percepito?